Arrivo con largo anticipo in via Castiglione ma nell'aula absidale (ex-chiesa) di Santa Lucia ci sono già parecchie sedie occupate. Mentre cerco un posto vicino al palco sento risuonare i nomi di grandi poeti dai commenti del pubblico: "Pascoli... Leopardi... rime baciate... Certo che in Italia non c'è un poeta che riempia..."
Mi siedo e noto con piacere che dove probabilmente c'era un simbolo religioso ora splende fiero il logo dell'Alma Mater. Una piccola vittoria per gli umanisti laici.
Cerco di scorgere qualche faccia conosciuta tra i posti riservati ai professori ma ancora niente. Si sa, quelli arrivano sempre all'ultimo minuto.
Nel frattempo ripenso a quando vivevo a Bologna, alle poesie che si trovavano perfino alle fermate degli autobus, al primo incontro con i libri della Szymborska nei sotterranei della Sala Borsa. Fu amore a prima vista ma mai avrei immaginato di vederla dal vivo quattro anni dopo.
A pochi minuti dall'inizio l'aula absidale è davvero traboccante di gente. Potenza del marketing o attrattività dell'ospite? Giovani, adulti, anziani... tutti sono venuti a vedere una poetessa polacca. Premio Nobel, certo, ma pur sempre poetessa polacca. Chissà se quando ci facevano la messa c'era così tanta gente...
Nelle prime file rivedo i miei professori di Bologna, Giovanna Cosenza e Roberto Grandi. Chissà se si ricordano ancora di me dopo quattro anni. E poi lui, sua maestà il cui nome aleggiava al dipartimento di Comunicazione come una presenza inafferrabile.
Puntuali si inizia. La parola al Magnifico Calzolari che in pochi minuti parlando dell'importanza della letteratura ricrea l'aura di superiorità e sano menefreghismo che sentivo anch'io quando ero parte dell'Unibo. a Bologna non ti devi giustificare se studi lettere, anzi, ti senti davvero parte di una tradizione immensa e gloriosa. E se gli altri non capiscono sono affari loro. Noi andiamo avanti fieri per la nostra strada.
Si inizia con i vari ringraziamenti e saluti. Sono presenti i più grandi esperti italiani di lingua e cultura polacca nonché il traduttore ufficiale italiano della Szymborska che riceve una medaglia dalla rappresentanza del ministero della cultura polacco...
"Imaginatevi come si sente una persona che viene qui per la prima volta e si aspetta un pubblico di 100-150 persone al massimo." Modesta come tutti i grandi.
"La poesia piace, ma piace anche la pasta in brodo". Va bene, non ci esaltiamo.
La Szymborska ha scritto in media una poesia ogni due mesi nei suoi 57 anni di carriera. Parole parche in un'epoca di sproloqui.
Ci parla di miracoli quotidiani, inosservati, insegnandoci ogni volta lo stupore.
Chiara, trasparente, comprensibile. Si preoccupa molto che il lettore possa capire. Leggera, rapida, ironica, arguta. Sintetizza una molteplicità di vite.
Il traduttore parla della difficoltà della negoziazione dei significati e dell'importanza della patria di elezione. So bene cosa intendi, amico.
Segue una divertente video-intervista a Woody Allen che cita anche Havel. Non pensavo fosse così famoso.
E finalmente la lettura delle poesie in italiano e alcune in polacco. Silenzio, commozione e scrosci di applausi.
La Szymborska però non commenta nulla. è la persona più minuta seduta a quel tavolo forse si sente a disagio nel bagno di folla. Però qualche domandina potevano fargliela.